Procedimento, come preparo il pane

E adesso?

Preparare il pane per me è quanto di più emozionante esista in cucina. Il pane fin dai tempi antichi è simbolo di condivisione e convivialità, oltre a essere carico di valori simbolici, memorie e tradizioni. Adoro prepararlo per me e la mia famiglia, una o due volte la settimana e spesso lo incarto in una bella confezione e lo dono agli amici. Sento la necessità di condividere con gli altri ciò che succede a fare il pane in casa. E quanto meraviglioso possa essere.

Quando ho iniziato a pensare di preparare il pane in casa, ho spulciato libri e internet alla ricerca di una ricetta e soprattutto di un metodo applicabile in modo standard. Brancolavo nel buio. Chi diceva di usare il lievito madre solido, chi il liquido, chi diceva di aggiungere il sale solo alla fine, chi no, chi optava per acqua fredda, a temperatura ambiente, calda…per non parlare dei tempi di lievitazione, 8 ore in frigo, 8 ore a temperatura ambiente, 24, 36 ore di lievitazione…della cottura…tutto e il contrario di tutto. Quindi?

Come potevo cavarmela? Rivolsi l’attenzione a chi mi aveva nutrito fin da piccola, a chi si era occupato con amore di me. Chiesi a mia madre la sua ricetta del pane e partii da quella. 

Oggi ho messo a punto un procedimento che mi dà buoni risultati più o meno con quasi tutte le farine. E che mi permette di avere pane fresco praticamente ogni giorno, senza investire troppo tempo nella preparazione. Questo procedimento lo trovi qui sotto. Magari può essere il tuo punto di partenza.

Giorno 1

Rinfresco il lievito madre: estraggo il lievito madre dal frigo e lo lascio riposare a temperatura ambiente per circa 2 ore. Poi procedo al rinfresco. Di solito rinfresco tutto il lievito e poi la parte che mi occorre per il pane la tengo fuori dal frigo fino a quando il lievito non è pronto da utilizzare, mentre il resto ritorna in frigo.

Come procedere al rinfresco: per il lievito liquido di solito uso la stessa quantità in peso del lievito di farina e acqua. Il rapporto lievito, farina, acqua è 1 : 1 : 1. Quindi se ho 50g di lievito userò 50g di farina e 50g di acqua. Dopo aver pesato le quantità, mescolo il lievito madre con acqua a temperatura di 28-30° e farina.

Il lievito è pronto quando ha all’incirca raddoppiato il suo volume e mostra delle belle bollicine. A seconda di quanto bene sta il lievito il tempo necessario può essere 1 ora oppure 4/6 ore.

Inizio a preparare l’impasto: unisco farina e parte dell’acqua (tengo un po’ di acqua da parte per sciogliere poi il sale) e impasto rapidamente in modo grossolano. Basta solo che acqua e farina entrino in contatto stretto. Lascio riposare con la ciotola scoperta a temperatura ambiente per 30 min o 1 ora.

Trascorso questo tempo, aggiungo il lievito madre e per ultimo il sale sciolto nella parte restante di acqua. Impasto fino ad ottenere una palla liscia e morbida. Copro con la ciotola o con uno strofinaccio umido e lascio riposare a temperatura ambiente per un’altra ora.

Dopo un’ora circa, è tempo di fare una piega. Prendo l’impasto. Delicatamente con i polpastrelli lo allargo fino a formare una sorta di rettangolo e poi procedo alla piega. il lato superiore si piega fino alla metà del rettangolo e il lato inferiore si piega fino a quello che ora è diventato il lato superiore come a formare un pacchetto. Giro l’impasto in modo che la piega rimanga nascosta. Lascio riposare ancora altri 30 min.

Formo il pane: dopo 30 min prendo l’impasto e formo una pagnotta. Metto il pane nel cestino di lievitazione, lo copro con uno strofinaccio e lascio lievitare per una notte intera in frigo.

Giorno 2

Estraggo il pane dal frigo e lo lascio a temperatura ambiente mentre riscaldo il forno a 220° (ogni forno è diverso, quindi dovrai regolarti tu). A questo punto posso infornare. Io lo mantengo a 220° per 15 minuti e poi abbasso a 200° per altri 30 min, usando lo Spring Oven. Quando il pane è pronto lo lascio raffreddare sulla griglia.

Non mi resta altro che dire 

Happy Baking!

Scrivimi se hai dubbi, se vuoi condividere con me il tuo pane o semplicemente per raccontarmi come te la stai cavando.

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